Edipo: "Non so, non voglio saperlo"
Sfinge: "E' inutile. L'abisso in cui mi spingi è dentro di te."
You are viewing
persephoneloves's journal
..una crisi esistenziale, sfornata alla (si spera) fine di un periodo di depressione abbastanza lungo. In questa crisi esistenziale, fatta di lacrime (tante), di dolore, di paure, di sensate insensatezze, di confusione e ansia, riemerge a testa bassa, la nostra eroina.
Complice la scadenza del dominio (che però è stato rinnovato indipendentemente dalla volonta della medesima; sì, FTW), la nostra eroina decide che forse è il momento di dare un taglio all'ancoraggio del passato.
"Ciò che è stato è stato, c'è bisogno di far prendere aria alle stanze chiuse e buie di questa testa e di questo cuore!" decreta, perseguendo il desiderio di rimettere ordine nella propria testa e nella propria anima ferita.
Anche se sembra una cosa da poco, il problema non è da sottovalutare: si tratta di un sentimento, di una visione delle cose che risale ad almeno 3/4 anni prima. Un dolore che cova per così tanto tempo, non può che essere sospinto e tenuto in vita da molte altre piccole cose.
Nasce forse con l'arrivo della maturità e l'esempio di come le scelte fatte, dal giorno in cui è nata la sua prima "indipendenza", siano state vagamente rovinose può dare l'idea di quale sia la portata di sfiducia nelle proprie capacità, per la nostra eroina.
Infatti ogni male nasce dalla poca fiducia in sé stessi, qualcosa di nuovo per lei, visto che di fiducia ne aveva avuta sempre fin troppa. Forse l'antagonista è il karma, forse è solo sé stessa, ancora è da chiarire.
Indipendentemente da chi le mandi tutta questa merda, la nostra eroina ha da subito (nelle prime fasi del crollo emotivo di questi giorni) inquadrato quale siano state le tappe che l'hanno condotta a questo.
Ha compreso, grazie l'appoggio e l'affetto delle persone che ha vicino, quali fossero i punti fermi e quali quelli che l'avevano potuta destabilizzare fino al punto di farla cadere.
Così, una volta individuato chi, cosa e come, la nostra eroina ha deciso di cercare un antidoto a questo suo male. Come stampelle ha gli affetti, forti e preziosi. Come arma ha solo sé stessa e anche se malconcia, è sicuramente combattiva.
La morale di questa favola deve per forza arrivare assieme al suo finale, ma il finale non è ancora stato scritto, perché la guerra è appena cominciata. Ci saranno molte battaglie, grandi e piccole, alcune vinte con facilità, altre che richiederanno grandi tributi per raggiungere la vittoria finale. Quando poi, un giorno, arriverà la fine di questa favola, scopriremo anche l'insegnamento che c'ha voluto dare.
Per ora, l'unica morale che può offrire è che quando si cade, ci si può solo rialzare. Cadere più in basso non è contemplabile.
Siete pronti a mettervi in viaggio alla ricerca di una nuova verginità mentale e spirituale? <3